FSE 2.0: Facciamo Chiarezza



1. Cos'è il FSE 2.0: storia, legge e riferimenti normativi

Il Fascicolo Sanitario Elettronico in Italia nasce formalmente con l'art. 12 del D.L. 179/2012 (c.d. "Decreto Crescita bis"), che lo definisce come l'insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e sociosanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi riguardanti l'assistito.

Fin da subito si inserisce in un quadro normativo Europeo volto ad uniformare la assistenza sanitaria per tutti i cittadini degli stati membri, garantendo così il diritto alla salute. Un passo importante per questo obiettivo è il regolamento EHDS, che ha fissato una data di inizio per questo progetto: entro marzo 2029 gli Stati membri dovranno garantire le funzionalità transfrontaliere, inclusi il sommario della storia medica, le ricette e le dispensazioni elettroniche.

La versione 2.0 del Fascicolo Sanitario Elettronico nasce quindi dall'esigenza di far evolvere il sistema originario che si è rivelato ad oggi molto frammentato e adottato in modo non uniforme in tutta la penisola. Il FSE è stato poco alimentato sia perché non c'era un obbligo di legge in merito, sia perché non è nato sulla base di uno standard tecnico-operativo condiviso tra tutte le regioni, causando quindi incertezza.

L'obiettivo dichiarato (Linee Guida AgID, Decreto 20 maggio 2022) del FSE 2.0 è quindi quello di superare le difficoltà e fornire un sistema unico, condiviso ed interoperabile a livello prima italiano e poi europeo.

2. La realtà in Italia

Sebbene ogni regione adotti il FSE con proprie infrastrutture tecnologiche, tali sistemi devono interagire tramite l'Infrastruttura Nazionale per l'Interoperabilità del FSE. Tuttavia, l'interoperabilità dichiarata è ben diversa dall'interoperabilità reale.

Il problema più critico è l'alimentazione concreta dei dati: anche nelle Regioni in cui è stata attuata la realizzazione del nucleo minimo, l'alimentazione risulta essere non uniforme da parte delle diverse strutture sanitarie in esse operanti.

Ad aggravare la situazione, la legge impone l'alimentazione del FSE a tutte le strutture sanitarie pubbliche e private, ma non sempre mette a disposizione una soluzione pubblica e gratuita per farlo.

3. Cosa accadrà e il nostro impegno

Sul futuro e sulle novità normative in merito al FSE 2.0 sono più le domande che le certezze.

OptiGest Cloud al momento non risulta ancora tra i programmi accreditati direttamente, ma stiamo monitorando attivamente la situazione per garantire il pieno supporto con un servizio dedicato a tutte le strutture private che dovranno dotarsi di FSE 2.0.

Proprio alla luce di queste incertezze e della quasi totale assenza di informazioni a pochi giorni dalla data di adozione definita nella normativa del 1 aprile 2026 (basti pensare che dalle nostre indagini circa 2 oculisti su 10 eseguono l'intera refertazione solo con carta e penna), l'auspicio di EosMedTech e dei principali player del settore è di una proroga della scadenza e di una maggiore chiarezza nelle linee guida operative, che devono a nostro avviso garantire una alternativa pubblica per l'alimentazione del Fascicolo Sanitario 2.0 prima di prevedere qualunque obbligo generalizzato.

Al momento non esistono sanzioni pecuniarie immediate per i singoli documenti non trasmessi al FSE: la normativa è riferita in particolar modo alle regioni che devono attivarsi per supportare l'alimentazione del FSE da parte degli studi. In generale, la legge introduce un sistema di monitoraggio progressivo, senza penalità immediate o sanzioni per chi non si adegua durante la transizione.

Al fine di essere preparati nel migliore dei modi, consigliamo di:

  1. Effettuare la registrazione presso l'ASL di riferimento della propria Regione per ottenere le necessarie credenziali tecniche di accesso al gateway del FSE.
  2. Dotarsi di firma digitale — ogni oculista all'interno della struttura deve dotarsi di strumenti di firma elettronica qualificata o avanzata validi in quanto i referti andranno firmati digitalmente dal singolo specialista prima dell'invio a FSE.

Il team di OptiGest Cloud è a disposizione per qualunque chiarimento e per supportare gli studi delle regioni pilota coinvolte a valutare le migliori opzioni.




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