Vista e schermi: perché 6h40m al giorno ci stancano gli occhi. 



L’uso quotidiano di smartphone, PC, tablet e TV occupa una porzione consistente della giornata di veglia, con stime globali di circa 6h40m al giorno e punte superiori nei gruppi più giovani e in contesti lavorativi digitali.
Alcune analisi divulgative arrivano a stimare che fino a circa il 40% della giornata di veglia sia trascorsa su schermi connessi, un dato che rende plausibile la diffusione di fastidi visivi nella popolazione

Che cos’è il digital eye strain?

Il “digital eye strain” (DES) è l’insieme di disturbi che compaiono con l’uso prolungato dei dispositivi: occhi stanchi, bruciore, secchezza, visione offuscata, mal di testa e, talvolta, dolore a collo e spalle.
Le revisioni recenti confermano che il DES è molto comune, anche se la sua prevalenza varia molto a seconda dell’età, delle ore di schermo e degli strumenti con cui viene misurato.

Perché gli schermi affaticano gli occhi?

Quando fissiamo uno schermo tendiamo a sbattere meno le palpebre e spesso in modo incompleto, lasciando la superficie oculare più esposta e “asciutta”.​
Studi mostrano circa 10,7 ammiccamenti/minuto durante attività di lettura/PC contro circa 32,4/minuto in conversazione, spiegando perché dopo molte ore si avvertano secchezza e bruciore.

I sintomi più comuni

Molte persone riferiscono bruciore oculare, sensazione di sabbia, secchezza, lacrimazione riflessa, visione fluttuante e mal di testa dopo sessioni lunghe al video.
Senza una postazione ergonomica, compaiono anche tensioni a collo e spalle, che amplificano la percezione di affaticamento.

I fastidi possono peggiorare con:

  • Sessioni lunghe senza pause regolari.
  • Distanza troppo corta dallo schermo e caratteri piccoli.
  • Luci forti, riflessi e luminosità non bilanciata.
  • Compiti molto impegnativi che riducono ulteriormente l’ammiccamento.

Cosa aiuta?

  • Regola 20‑20‑20: ogni 20 minuti, guarda a 20 piedi (6 m) per 20 secondi; semplice e utile per ridurre lo sforzo visivo.
  • Ergonomia: alza la dimensione dei caratteri, aumenta la distanza, abbassa leggermente lo schermo rispetto allo sguardo, riduci riflessi e abbagliamenti.
  • Ricorda di ammiccare: promemoria e micro‑pause aiutano a mantenere stabile il film lacrimale durante il lavoro digitale.

Blue light sì o no?
Le evidenze più recenti non supportano con forza i filtri “blue blocking” per ridurre il DES, mentre sono più efficaci accorgimenti come ergonomia, pause e correzione visiva adeguata per il lavoro al computer.
Aggiornare la prescrizione (occhiali ad hoc per il PC) può migliorare comfort e performance, soprattutto in età presbiopica.

Se, nonostante le buone pratiche, persiste secchezza, bruciore o visione fluttuante, conviene richiedere una valutazione per indicazioni personalizzate su postura, illuminazione, distanza di lavoro ed eventuale aggiornamento della correzione.
In studio si possono identificare abitudini o setup che alimentano i fastidi e strutturare un piano pratico, sostenibile e misurabile nel tempo.




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